| Classe di età | Area geografica | % Platea iscritti | % Campione rispondenti |
|---|---|---|---|
| fino a 34 anni | Centro | 1,34 | 1,08 |
| 35-65 anni | Centro | 11,5 | 12,31 |
| oltre 65 anni | Centro | 6,5 | 5,36 |
| fino a 34 anni | Nord Est | 2,27 | 2,44 |
| 35-65 anni | Nord Est | 17,08 | 26,07 |
| oltre 65 anni | Nord Est | 10,3 | 11,59 |
| fino a 34 anni | Nord Ovest | 2,35 | 1,46 |
| 35-65 anni | Nord Ovest | 19,21 | 18,31 |
| oltre 65 anni | Nord Ovest | 12,43 | 9,05 |
| fino a 34 anni | Sud e Isole | 0,97 | 0,71 |
| 35-65 anni | Sud e Isole | 11,07 | 8,78 |
| oltre 65 anni | Sud e Isole | 4,98 | 2,85 |
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Introduzione del Presidente EPPI
I processi di transizione e le trasformazioni che negli ultimi anni stanno investendo la nostra vita professionale e personale sono ormai ben noti: rivoluzione digitale ed intelligenza artificiale, sostenibilità ambientale e conversione energetica, innovazione delle competenze e formazione continua, sono solo alcune delle sfide che ci troviamo ad affrontare come portatori di conoscenza tecnica e rappresentanti di una professione intellettuale.
Fin dalla sua fondazione, l’EPPI ha inteso interpretare il proprio ruolo istituzionale contemplando il duplice obiettivo di garantire adeguate future pensioni, sostenere il lavoro quotidiano dei colleghi professionisti periti industriali, oltre coloro che si trovassero in situazioni di necessità.
Per raggiungere questi obiettivi, in un contesto economico, politico e sociale in continua e rapida evoluzione, occorre aprirsi all’ascolto e portare lo sguardo oltre ciò che pratichiamo per consuetudine, per acquisire quegli elementi di conoscenza che permettono di modulare ed adeguare la nostra azione in base ai cambiamenti che ci riguardano. Ecco perché che siamo chiamati a tutelare nel presente e nel futuro, nelle loro caratteristiche demografiche, nell’evoluzione dei loro bisogni e necessità, è il prerequisito fondamentale per svolgere al meglio il nostro lavoro ed essere punti di riferimento e di supporto per i nostri colleghi iscritti periti industriali.
I presenti risultati dell’indagine questionaria, condotta in collaborazione con Mefop, tra i più importanti istituti di ricerca del Paese in tema di lavoro e welfare, prende le mosse proprio da questo obiettivo. Partendo dal progetto d’analisi di qualche anno fa, abbiamo voluto aggiornare dati e informazioni che descrivono la platea dei nostri iscritti, cogliendo così l’evoluzione della loro percezione rispetto alla professione e cosa ritengono maggiormente necessario in questa fase storica per migliorare la propria condizione lavorativa e privata: in maniera evolutiva, è stato possibile raccogliere mutamenti e trasformazioni su questi temi.
Ci siamo così messi in ascolto dei nostri colleghi iscritti: punto di partenza per avviare a nostra volta una riflessione su come realizzare servizi sempre più di qualità e validi per il benessere dei periti industriali di oggi e di domani.
Buona lettura!
1 L’indagine
L’indagine EPPI del 2023 ha segnato un importante passo avanti nella comprensione delle esigenze e delle aspettative degli iscritti alla cassa di previdenza dei periti industriali. Somministrata tra il 28 novembre 2023 e l’8 gennaio 2024, ha visto la partecipazione di 2.957 iscritti, di cui 2.954 risposte sono state considerate valide. Questo numero rappresenta un incremento significativo rispetto all’indagine del 2017, la quale aveva raccolto 2.504 questionari correttamente compilati, attestando così un crescente interesse e coinvolgimento da parte degli iscritti nelle tematiche di welfare e previdenza.
L’incremento del numero di partecipanti nel 2023 rispetto al 2017 evidenzia non solo una maggiore attenzione degli iscritti verso le attività e le proposte di EPPI ma anche un ampliamento dell’engagement e della rappresentatività dell’indagine stessa. Questo aspetto sottolinea l’importanza crescente del welfare e del supporto che EPPI fornisce ai suoi iscritti, in un contesto di evoluzione continua delle esigenze professionali e personali dei periti industriali.
1.1 I rispondenti
Riportiamo di seguito i dati principali dei soggetti che hanno risposto al questionario. Dato il basso numero di donne iscritte, non si utilizza la variabile del sesso per valutare la rappresentatività del campione. Si considerano invece l’area geografica di appartenenza e la classe di età.
1.2 Rappresentatività del campione
Valutiamo come si distribuisce la popolazione di EPPI sulle medesime variabili e confrontiamo come le due variabili di stratificazione si incrociano con la distribuzione della platea di iscritti.
Il campione è abbastanza rappresentativo della popolazione, sebbene vi sia una presenza di soggetti fra i 35 e i 65 anni residenti nel Nord Est molto elevata rispetto alla platea di iscritti. Altre categorie che presentano una maggiore o minore presenza rispetto alla popolazione sono comunque meno numerosi a livello di popolazione, quindi meno influenti. A ogni rispondente sarà quindi applicato un peso per ottenere una distribuzione più coerente con la platea di riferimento e informazioni maggiormente utili alle analisi.
Le analisi che seguono sono quindi frutto dell’applicazione dei pesi.
Nota bene: essendo i valori visualizzati frutto dell’aggregazione dei pesi, valori vicini all’1, ma caratterizzati da diverse cifre decimali, in alcune tabelle potrebbero sorgere discrepanze dovute all’approssimazione all’unità. Per esempio in una tabella potremmo vedere che il totale di soggetti afferenti a una categoria è pari a 205 e in un’altra a 204.
2 Le caratteristiche del campione
2.1 Il profilo degli intervistati
Nel 2023, l’indagine EPPI ha coinvolto 2.950 periti industriali iscritti, testimoniando un’ampia rappresentatività del campione rispetto all’universo di riferimento. Questo segna un incremento nel tasso di partecipazione rispetto al 2017, dove i rispondenti erano 2.504, riflettendo un crescente interesse verso le tematiche affrontate dall’indagine.
Si veda Tabella 2 per la distribuzione del campione in base a diverse categorie.
2.1.1 Distribuzione Demografica
- Età: La distribuzione per età nel 2023 mostra una predominanza dei professionisti tra i 35 e i 65 anni (circa il 60%), seguiti da un significativo numero di partecipanti oltre i 65 anni (34%), e una minoranza sotto i 34 anni (7%). Nel 2017, il 70% del campione era compreso tra i 35 e i 65 anni, il 16,8% oltre i 65 anni, e il 13,3% sotto i 35 anni, evidenziando una tendenza all’invecchiamento del campione nel corso degli anni.
2.1.2 Distribuzione Geografica
- Area geografica: La distribuzione geografica del 2023 rivela una maggiore partecipazione dal Nord Ovest (34% delle risposte) e Nord Est (quasi il 30%), seguita da Centro (19,4%) e Sud e Isole (17%). Nel 2017, si notava una prevalenza della componente settentrionale (39,4% nord est e 30,2% nord ovest) con una minore rappresentanza del Sud e delle Isole (12,7%).
2.1.3 Situazione Economica
- Reddito netto annuo: Nel 2023, il segmento più numeroso si colloca tra i 15.000 e i 50.000 euro annui, con una minoranza che dichiara redditi oltre i 75.000 euro. Comparativamente, nel 2017, più del 50% dichiarava un reddito fino a 30mila euro, indicando una leggera evoluzione nella distribuzione del reddito tra gli iscritti.
2.1.4 Situazione Familiare
- Situazione familiare: Circa il 75,8% degli intervistati nel 2017 era coniugato o convivente, e il 52,8% aveva figli conviventi, un dato che rimane sostanzialmente invariato nel 2023.
Questi dati riflettono non solo la dinamica demografica e professionale degli iscritti EPPI ma anche l’evoluzione delle loro condizioni economiche, della situazione familiare, indicando aree di potenziale intervento e supporto da parte dell’EPPI per rispondere efficacemente alle esigenze dei suoi iscritti.
| Risposte | Soggetti | % |
|---|---|---|
| fino a 34 anni | 205 | 6,9 |
| 35-65 anni | 1.736 | 58,8 |
| oltre 65 anni | 1.009 | 34,2 |
| Totale | 2.950 | 100 |
| Risposte | Soggetti | % |
|---|---|---|
| Femmina | 56 | 1,9 |
| Maschio | 2.894 | 98,1 |
| Totale | 2.950 | 100 |
| Risposte | Soggetti | % |
|---|---|---|
| Nord Ovest | 1.003 | 34 |
| Nord Est | 874 | 29,6 |
| Centro | 571 | 19,4 |
| Sud e Isole | 502 | 17 |
| Totale | 2.950 | 100 |
| Risposte | Soggetti | % |
|---|---|---|
| Preferisco non rispondere | 286 | 9,7 |
| Fino a 15.000 euro | 415 | 14,1 |
| 15.000-30.000 euro | 723 | 24,5 |
| 30.000-50.000 euro | 738 | 25 |
| 50.000-75.000 euro | 416 | 14,1 |
| 75.000-100.000 euro | 221 | 7,5 |
| Oltre 100.000 euro | 152 | 5,2 |
| Totale | 2.950 | 100 |
| Risposte | Soggetti | % |
|---|---|---|
| Celibe/Nubile | 361 | 12,2 |
| Coniugato/a- Convivente | 2.324 | 78,8 |
| Divorziato/a | 111 | 3,8 |
| Separato/a | 91 | 3,1 |
| Vedovo/a | 63 | 2,1 |
| Totale | 2.950 | 100 |
| Risposte | Soggetti | % |
|---|---|---|
| No | 1.616 | 54,8 |
| Sì | 1.334 | 45,2 |
| Totale | 2.950 | 100 |
2.2 Il livello di istruzione
L’indagine EPPI del 2023 ha rivelato notevoli cambiamenti nel livello di istruzione dei periti industriali (Figura 2). Mentre nel 2017, il 91,6% del campione possedeva al massimo un diploma di scuola secondaria di secondo grado, il 7,6% aveva conseguito una laurea e solo lo 0,8% aveva proseguito fino al livello post laurea, nel 2023 si osserva una diversificazione maggiore: l’88,5% ha un diploma, il 10,8% una laurea e lo 0,7% un titolo post-laurea.
La tendenza verso un aumento del numero di laureati tra gli iscritti EPPI rispecchia una crescente valorizzazione dell’istruzione superiore nel campo della perizia industriale. Sebbene il numero di coloro che hanno proseguito gli studi fino al livello post-laurea rimanga relativamente basso, il leggero incremento dei laureati dal 2017 al 2023 sottolinea un’evoluzione nel profilo educativo degli iscritti.
Questo cambiamento nel livello di istruzione degli iscritti EPPI potrebbe riflettere variazioni nei requisiti di accesso alla professione o una maggiore inclinazione verso l’approfondimento e la specializzazione in aree specifiche del settore. L’incremento dei laureati suggerisce anche che l’EPPI potrebbe dover considerare l’offerta di servizi e supporti formativi più mirati per rispondere alle esigenze di un pubblico con un background educativo più elevato.
In sintesi, il crescente livello di istruzione tra gli iscritti EPPI indica un progressivo avanzamento verso una professionalizzazione più marcata nel settore della perizia industriale, che potrebbe aprire nuove opportunità di sviluppo e specializzazione per l’ente e i suoi membri.
La principale specializzazione del diploma di perito industriale resta quella in elettrotecnica e automazione (Figura 3), in particolare tra i più giovani. Tra le specializzazioni più diffuse vi sono l’edile, la meccanica, la termontecnica e l’elettronica industriale.
Indagando sulla propensione degli iscritti attivi non pensionati a un’eventuale frequenza di un corso di livello universitario, si nota una sostanziale tendenza a non voler perseguire tale strada, dato in aumento da un 60% circa nel 2017 a oltre il 70% nel 2023 (Figura 4).
Allo stesso modo si è ridotta la quota di coloro che attualmente non frequentano un corso universitario, ma che vorrebbero farlo in futuro (dal 30-40% al 25% circa).
2.3 Lo status professionale
L’indagine ha coinvolto sia gli iscritti in attività non pensionati, che costituiscono l’84% del campione, sia i non attivi, pari al restante 16% (Figura 5). Rispetto all’indagine del 2017, la nuova rilevazione ha coinvolto una percentuale di non attivi molto più elevata (nel 2017 erano solo il 7,1%).
Buona parte degli iscritti attivi non percepisce alcuna pensione, sebbene almeno il 27% di loro abbia una pensione da EPPI o da altro ente pensionistico (o entrambe).
Tra gli attivi, l’83,5% esercita la professione in maniera esclusiva (dato analogo al 2017), per la gran parte come libero professionista individuale. Tra quelli che svolgono anche un altro lavoro, due terzi svolgono comunque l’attività di perito in maniera continuativa e circa la metà è anche dipendente (Figura 6 e Tabella 3).
| dipendente | artigiano | Soggetti |
|---|---|---|
| Sì | No | 241 |
| No | No | 102 |
| No | Sì | 59 |
| Sì | Sì | 8 |
| Totale | 410 |
3 I principali risultati
3.1 EPPI e i suoi iscritti una relazione solida
Anche l’indagine del 2023 ha voluto approfondire quali sono i canali più utilizzati da parte degli iscritti per cercare informazioni e attivare un dialogo con la Cassa.
Il sito internet è per la maggioranza degli iscritti il canale di comunicazione più utilizzato (Tabella 4). Il canale impersonale sembra in genere preferito, dato che al secondo posto troviamo l’utilizzo della posta elettronica e solo in ultima istanza il contatto telefonico.
| Voce | Posizione media |
|---|---|
| Sito web | 1,58 |
| Posta elettronica | 2 |
| Contatto telefonico | 2,42 |
Come evidenziato nella Tabella 5, il sito web è consultato almeno una volta al mese dal 26% degli iscritti, mentre il 12,5% lo consulta almeno una volta a settimana, evidenziando come lo si possa considerare uno strumento agile per adempiere agli obblighi derivanti dall’iscrizione e per accedere ad alcuni servizi utili all’esercizio della professione. Se si confrontano questi dati con quelli rilevati nell’indagine del 2017 (solo il 21,4% lo consultava mensilmente e l’8,8% settimanalmente) emerge chiaramente come la fruibilità e l’utilità del sito internet siano aumentate nel corso del tempo.
| Risposte | Soggetti | % |
|---|---|---|
| Giornalmente | 34 | 1,2 |
| Settimanalmente | 368 | 12,5 |
| Mensilmente | 768 | 26 |
| Occasionalmente | 873 | 29,6 |
| Solo quando ho necessità di accedere a documentazione di mio interesse/adempiere agli obblighi amministrativi | 885 | 30 |
| Mai | 21 | 0,7 |
| Totale | 2.950 | 100 |
La preferenza per il sito web viene confermata anche dal giudizio in merito alla funzionalità dello strumento rispetto al canale email e telefonico (Figura 7).
Più del 93% degli iscritti dichiara di trovare il sito web funzionale alle proprie esigenze (dato leggermente migliore rispetto al 2017), quota che scende all’83% per la posta elettronica e al 76% per il contatto telefonico.
Entrando nel merito di alcuni specifici servizi offerti da EPPI ai suoi iscritti (Figura 8), è possibile evidenziare che, analogamente al 2017, il servizio più utilizzato e conosciuto è quello che permette di ottenere l’estratto conto contributivo online.
Lo strumento è particolamente conosciuto e utilizzato da parte dei soggetti fra 35 e 65 anni, che sono coloro che utilizzano in misura maggiore i vari strumenti messi a disposizione da EPPI.
Rispetto all’indagine del 2017, la conoscenza e l’utilizzo della procedura per l’estratto conto online non mostra valori significativamente diversi.
Anche la conoscenza e l’utilizzo dell’assistenza telefonica presenta valori analoghi al 2017, con una maggiore preferenza da parte dei soggetti di età più avanzata.
Si riscontra un aumento dell’utilizzo per altri servizi come il Durc online (passato dal 61 al 66%), la consultazione online dello stato di avanzamento delle richieste di prestazioni (dal 48 al 67%), il servizio DOMANDA ALL’EPPI in area riservata (dal 47 al 59%).
Solo un quarto degli iscritti ha usfruito dei social netowork, mentre gli altri servizi non sembrano essere ancora secondari per gli iscritti.
Considerando solo i periti industriali che hanno fruito dei servizi EPPI, l’analisi conferma il quadro positivo già deducibile dal solo livello di utilizzo. Il punteggio medio attribuito ai diversi servizi, in un ventaglio che va da 1 (totalmente negativo) a 5 (totalmente positivo) si attesta in quasi tutti i casi sopra la soglia del punteggio 4,0, che vuol dire che la maggior parte degli intervistati ha espresso un giudizio molto o totalmente positivo (Tabella 6).
L’estratto conto online, il servizio più utilizzato, mostra un giudizio medio molto alto, anche se leggermente minore rispetto al 2017, passando da un valore medio di 4,6 a 4,5.
Anche nel 2023 il servizio più apprezzato risulta essere il DURC online, che conferma un punteggio medio di 4,6.
Tutti gli altri servizi mostrano un giudizio medio tendenzialmente molto alto, superiore al 4, o comunque al livello di sufficienza pari a 3. Solo le convenzioni per l’autonoleggio sembrano essere sotto la sufficienza.
Anche se mediamente con un giudizio positivo, da non trascurare la quota di soggetti del tutto insoddisfatti del servizio di videoconsulto medico, delle convenzioni con la Banca Popolare di Sondrio, dei social network dell’Ente e del già citato servizio di autonoleggio.
Insieme al maggior utilizzo, la classe centrale di età mostra anche un maggiore apprezzamento per i servizi di cui ha usufruito.
| Servizio | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Valore medio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Durc online | 2,9 | 0,9 | 3,8 | 15 | 77,5 | 4,6 |
| Estratto conto online | 2,4 | 1,3 | 6,3 | 24,9 | 65,1 | 4,5 |
| Consultazione avanzamento richieste prestazioni | 3,3 | 3,4 | 10,6 | 32 | 50,7 | 4,2 |
| DOMANDA ALL’EPPI in area riservata | 3,7 | 4 | 10,9 | 30,1 | 51,4 | 4,2 |
| Assistenza telefonica | 4,7 | 5,8 | 13,4 | 28,6 | 47,6 | 4,1 |
| EPPI CARD | 13,3 | 8,1 | 11,4 | 19,5 | 47,6 | 3,8 |
| La Newsletter sul finanziamento europeo e consulenza sui bandi | 9,5 | 10,2 | 20,3 | 28,8 | 31,2 | 3,6 |
| Video Consulto medico specialistico (MyNet.Blue) | 16,7 | 7,7 | 19 | 24,4 | 32,1 | 3,5 |
| Convenzioni con Banca di Sondrio | 19,7 | 11,6 | 15,6 | 19,1 | 34,1 | 3,4 |
| Social Network (Facebook e Linkedin) | 15,6 | 11,2 | 24,4 | 28,8 | 20 | 3,3 |
| Convenzioni per autonoleggio (Europcar e Arval) | 27,3 | 14,5 | 20,9 | 20 | 17,3 | 2,9 |
Sempre più apprezzata l’altra modalità di informazione e comunicazione a disposizione degli iscritti alla Cassa, ossia i periodici incontri organizzati da EPPI nei vari territori (Figura 9).
Se nel 2017 ben il 67% degli intervistati aveva partecipato a tali incontri, nel 2023 questa percentuale è salita quasi al 73%.
Lo stesso livello di gradimento è salito, passando la quota di coloro che hanno trovato utili gli incontri dall’88% a quasi il 91%.
3.2 Previdenza, assistenza, nuovo welfare
3.2.1 Conoscenza e utilizzo delle forme di assistenza sanitaria integrativa previste da EPPI
Attualmente, tutte le entità previdenziali, EPPI inclusa, mettono a disposizione degli iscritti programmi di assistenza sanitaria che si focalizzano su rischi specifici e condizioni di particolare severità.
Il livello della conoscenza di tali forme da parte degli iscritti è abbastanza elevato, sebbene la quota di chi ne ha usufruito sia in minoranza (Figura 10).
Un quinto degli iscritti non conosce la possibilità di fruire di una assistenza sanitaria integrativa per interventi chirurgici, dato in aumento rispetto alla rilevazione precedente (17%).
In generale, in linea con la precedente rilevazione, un quinto degli iscritti non conosce le altre forme di assistenza. Solo la piattaforma MyNet.Blue non è conosciuta da quasi la metà degli iscritti.
Rispetto all’ultima indagine emerge un importante innalzamento della quota dei soggetti che hanno usufruito delle forme di assistenza, ma che hanno avuto difficoltà di accesso. Se in precedenza solo l’assistenza sanitaria integrativa per invalidità mostrava un 27,6% di soggetti che aveva espresso difficoltà, mentre tutte le altre forme non superavano il 18%, la quota sale oltre il 20% per la gran parte delle opzioni, arrivando quasi al 38% per il servizio di check-up annuale (Figura 11).