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 Previdenza / La contribuzione
 LA CONTRIBUZIONE
Il momento della pensione, una gioia non impagabile.

Perché la fine dell'attività professionale sia l'obiettivo di un impegno portato avanti per anni con passione e responsabilità, occorre aver costruito nel tempo un adeguato salvadanaio contributivo attraverso il versamento di una parte del reddito. Parliamo del cosiddetto contributo soggettivo, obbligatorio per tutti i periti industriali liberi professionisti, e del contributo integrativo che sarà in parte destinato ai montanti previdenziali.
Nel 2017 la percentuale del contributo soggettivo è pari al 16% del reddito professionale netto da lavoro autonomo, mentre nel 2018 salirà al 17%. Continuerà a salire di un punto l'anno, fino a raggiungere il 18% nel 2019. Esistono comunque un limite massimo e un limite minimo di versamento, relativo ad ogni singolo anno. Nel 2017 il limite massimo è pari a 13.564,36 € mentre quello minimo a 1.586,08 €.
Nel 2018 il limite massimo è pari a 13.713,57 € mentre quello minimo è pari a 1.703,74 €.
Il contributo soggettivo è deducibile fiscalmente, dunque la quota che versi fa pagare meno tasse.
E' previsto, inoltre, un contributo integrativo finalizzato al sostegno delle spese di gestione dell'Eppi nonché all'importante attività di supporto agli iscritti in condizioni di bisogno. Oltre a queste finalità istituzionali, l'Eppi prevede comunque che parte di esso vada a incrementare il salvadanaio del singolo iscritto, così da migliorare il trattamento pensionistico. La percentuale del contributo integrativo è pari al 5% del valore della fattura e in essa va inserito. Anche in questo caso, esistono dei limiti relativi ad anni diversi: nel 2016 il limite minimo è pari a 495,65 € annui, con un volume d'affari pari o minore di 9.913,00 €. Nel 2018 il limite è pari a 501,10 €.
Nei confronti delle amministrazioni pubbliche invece il contributo da applicare è pari al 2%. Il contributo integrativo, inoltre, non è deducibile fiscalmente, ad eccezione di alcuni casi particolari.
Infine, è previsto il contributo di maternità per sostenere le mamme iscritte all'ente o i papà, nel caso di adozione e di rinuncia della moglie. La misura del contributo è annualmente determinata dal Consiglio d’Amministrazione sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 83 del decreto legislativo 151/2001.
Il contributo di maternità è deducibile fiscalmente

Amministrazione pubblica e regolarità contributiva
 

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